AMICI RISTRETTI...
A pochi mesi dall'applicazione dell'indulto si tirano le prime somme. La soluzione approvata dal Governo era stata motivata dall'aggravarsi delle condizioni carcerarie dovute anche al sovraffollamento delle carceri italiane, dove in celle da 2 o 3 persone vivevano stipati anche in otto.
Circa ventitremila si sono ritrovati dal giorno alla notte fuori dalle mura del carcere.
A parte qualche grave inghippo per cui 5 detenuti ad altissima pericolosità sono stati scarcerati per errore, (tre sono stati rierrestati e due se la sono data a gambe..) si è trattato di una delle operazioni più insolite della giustizia italiana da qualche secolo a questa parte. L'ispirazione la dobbiamo all'amato Papa Giovanni Paolo II che durante la sua visita in Parlamento volle appellarsi ai politici per chiedere l'amnistia per i detenuti.
Oggi che la sua richiesta, dopo mille polemiche, è stata finalmente accolta c'è però da chiedersi se la cosa sia stata fatta razionalmente, ovvero se chi di dovere si sia preso la responsabilità di gestire bene l'intera operazione, ponendosi il problema di dove sarebbero andati e cosa avrebbero fatto i detenuti una volta usciti.
La maggior parte di loro infatti si è ritrovata senza un'euro in tasca, senza lavoro e senza una casa...alcuni senza famiglia. Dove prendere il pane allora se non nella grande famiglia della criminalità? ...sempre pronta a riaccogliere i suoi figli.
E così per moltissimi ex detenuti si sono riaperte nuovamente le porte del carcere, in alcuni casi anche a distanza di poche ore dalla scarcerazione. Insomma va bene l'indulto (anche se l'opinione pubblica pende molto dalla parte del no, vuoi per paura, vuoi per non conoscenza del problema, fattostà che c'è una certa intolleranza diffusa), ma il Governo dovrebbe fare il passo secondo la sua gamba e ragionare con i mezzi a disposizione.
Se non sa come riaccogliere e riassorbire nella società queste persone non è meglio aspettare di avere tutte le strutture pronte per non farli sentire degli emarginati e per garantire massima sicurezza al cttadino? Certo, se li fanno uscire per non spendere soldi nella costruzione di nuove carceri, figuriamoci se li spendono per delle scuole o case per ex galeotti...
La questione è complicata, dipende molto da quale organo si usa per affrontarla: il cervello ? Allora ha ragione l'opinione pubblica ad avere paura; Lo stomaco?
Ci spiace per le carceri sovraffollate ma che ci vuoi fare, usciti saranno disoccupati, eh c'è crisi per chi lavora da sempre, figuriamoci per chi comincia adesso; o infine il Cuore?....ed è facile ritrovare la dimensione umana del problema... Ripensando all'interessante programma radio del bravissimo "Federico" in onda il sabato sera sull'emittente di Radio Maria rifletto su questo. Programma,
l'unico che io sappia, che dà la possibilità alle famiglie dei detenuti di telefonare in diretta e salutare i propri cari "ristretti" in carcere (così li chiamano). Le telefonate sono ininterrotte, da tutta Italia e per tutte le destinazioni carcerarie.
Saluti commoventi e raccomandazioni da sorelle, mamme, mogli, alcune con la voce rotta dal pianto, sono le donne quelle che chiamano nel 90% dei casi, sono loro quelle che restano. Voci di famiglie spezzate, storie umane di solitudine quotidiana, di un carcere vissuto anche da casa. Rumori di tavole sparecchiate, di cagnolini che abbaiano, di televisione. Struggenti le voci dei bambini anche piccolissimi che chiamano a decine ogni sabato, con una vocina flebile mandano il loro messaggio: "papà come stai, ci manchi tanto... torna presto a casa, ti penso sempre...papà... ti voglio bene. Scusa se non sono venuto all'incontro ma avevo tanta febbre...Scusa Federico posso passarti anche la mia sorellina?" Chiedono timidamente al conduttore.
La sorellina piccolissima scambia il conduttore per il suo papà e scoppia in lacrime: "papà, papà, quando vieni? " Impossibile non farsi prendere dal magone. Sfido anche il più agguerrito commercialista. Allora capisco che la compassione (dal verbo patire-con) e l'Amore sono le uniche cose che ci salveranno dalla paura.
Se queste famiglie torneranno a riunirsi e ad essere "normali", ci saranno dei bambini che cresceranno felici, allora ben venga l'indulto.
Teresa Manicardi


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